Il contributo è pari al 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro per beneficiario. Il piano di investimento deve avere un valore di almeno 4.000 euro e la dotazione complessiva della misura ammonta a 150 milioni di euro. La precompilazione delle domande partirà il 20 ottobre 2026, mentre l’invio sarà possibile dal 10 novembre 2026. Vediamo quindi chi può accedere al Voucher, quali investimenti possono essere finanziati e cosa conviene preparare prima dell’apertura dello sportello.
Come funziona il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026
Il Voucher è un contributo a fondo perduto pensato per favorire l’adozione di tecnologie più avanzate e sicure da parte di imprese e professionisti. L’obiettivo della misura non è sostenere le normali spese informatiche già affrontate nell’attività quotidiana, ma incentivare l’introduzione di soluzioni nuove e aggiuntive oppure più evolute rispetto a quelle già utilizzate. L’agevolazione è pari al 50% della spesa riconosciuta come ammissibile. Un progetto da 10.000 euro può quindi ottenere 5.000 euro di contributo, mentre con 20.000 euro di spesa il beneficio può arrivare a 10.000 euro. Per raggiungere il contributo massimo di 20.000 euro è necessario presentare almeno 40.000 euro di spese ammissibili. Il piano, in ogni caso, non può avere un valore inferiore a 4.000 euro. Le risorse complessivamente disponibili sono pari a 150 milioni di euro. Una quota di oltre 71 milioni è riservata ai piani di investimento realizzati in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Il contributo viene concesso nell’ambito del regime de minimis, aspetto che deve quindi essere considerato insieme agli eventuali altri aiuti già ricevuti dal richiedente.
Chi può richiedere il contributo
Il Voucher è rivolto alle PMI e ai lavoratori autonomi operanti sull’intero territorio nazionale. Al momento della presentazione della domanda il richiedente deve disporre di un contratto per servizi di connettività con una velocità minima di 30 Mbps in download. Per le imprese è necessario essere regolarmente costituite, iscritte al Registro delle imprese e risultare attive. Non devono inoltre trovarsi in liquidazione volontaria o essere sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie e devono rispettare le altre condizioni previste per l’accesso alle agevolazioni pubbliche. Quando applicabile, deve essere rispettato anche l’obbligo relativo alla copertura assicurativa contro i danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali. Per i lavoratori autonomi che non sono tenuti all’iscrizione al Registro delle imprese è richiesta la partita IVA e, quando necessario per l’attività esercitata, l’iscrizione al relativo ordine professionale. Restano inoltre applicabili, ove compatibili, gli altri requisiti previsti dalla misura. Ogni soggetto può presentare una sola domanda di agevolazione. Nella richiesta dovrà inoltre essere descritta la situazione tecnologica di partenza e il miglioramento che si intende ottenere attraverso le nuove soluzioni. Questo significa che non è sufficiente possedere i requisiti formali: anche il progetto deve essere coerente con gli obiettivi del Voucher.
Cosa si può finanziare e quali spese sono escluse
La misura copre diverse tipologie di investimenti in cloud computing e cybersecurity. Sul fronte della sicurezza informatica possono rientrare soluzioni hardware come firewall, Next Generation Firewall, router, switch e sistemi per la prevenzione o il rilevamento delle intrusioni. Sono ammissibili anche software di cybersecurity come antivirus e antimalware, sistemi di monitoraggio delle reti, strumenti di crittografia, piattaforme SIEM e software per la gestione delle vulnerabilità. Una parte importante riguarda i servizi Cloud IaaS e PaaS, che possono comprendere virtual machine, storage e backup, database, VPN e servizi di protezione dagli attacchi DDoS. Il Voucher può quindi accompagnare un’impresa nella migrazione verso il cloud oppure nel rafforzamento di infrastrutture già esistenti con soluzioni più evolute e sicure. Rientrano nella misura anche diversi servizi Cloud SaaS, tra cui software di contabilità, sistemi HRM per la gestione delle risorse umane, ERP, CRM, CMS, piattaforme e-commerce, strumenti di collaborazione e centralini virtuali. Per ERP e CRM, l’ammissibilità è prevista nella categoria Cloud SaaS e non come normale software gestionale installato on premise. Tra le soluzioni previste figurano inoltre strumenti per la produttività aziendale integrati con funzionalità di intelligenza artificiale. Sono ammissibili anche sistemi destinati all’erogazione della formazione, come ad esempio piattaforme digitali, mentre restano esclusi i contenuti formativi. I corsi di formazione veri e propri non rientrano quindi tra le spese agevolabili. Possono inoltre essere finanziati servizi tecnici di configurazione, monitoraggio e supporto continuativo, compresi determinati servizi professionali, purché siano concretamente collegati all’implementazione o alla gestione delle tecnologie acquistate. Queste attività possono rappresentare al massimo il 30% del piano complessivo. Non rientrano invece la mera consulenza teorica o gli assessment non seguiti da un’effettiva implementazione. Il principio fondamentale è che il Voucher deve finanziare un miglioramento reale. Non sono ammesse soluzioni con prestazioni analoghe a quelle già utilizzate, né il semplice rinnovo o l’estensione di una licenza, l’aumento del numero di utenti o un aggiornamento di versione che non produca un salto sostanziale. Un upgrade può invece risultare coerente con la misura quando introduce, ad esempio, nuove funzionalità di automazione, intelligenza artificiale o livelli di sicurezza significativamente superiori.
Fornitori, preventivi e momento in cui sostenere le spese
La scelta del fornitore è un passaggio centrale. I prodotti e i servizi agevolabili devono essere acquistati attraverso soggetti presenti nell’ Elenco dei fornitori abilitati dal MIMIT. Prima di definire il progetto è quindi necessario verificare non soltanto che il fornitore sia presente nell’elenco, ma anche che la tipologia di soluzione scelta rientri tra quelle per cui risulta accreditato. L’offerta di un fornitore non è necessariamente limitata ai singoli prodotti originariamente indicati nella richiesta di iscrizione. Il soggetto accreditato può proporre anche ulteriori prodotti o servizi, propri o di terzi, purché siano riconducibili alle tipologie per le quali risulta ammesso e ai relativi codici identificativi. Il preventivo assume quindi un ruolo importante. Nell’offerta dovranno comparire le singole voci di costo e i codici identificativi dei prodotti o servizi. Dovrà inoltre emergere la situazione tecnologica di partenza del richiedente e l’upgrade garantito dalla nuova soluzione oppure, nel caso di una tecnologia completamente nuova, il fatto che questa non sia già nella disponibilità del beneficiario. Un punto particolarmente importante riguarda il momento in cui viene effettuato l’investimento. Il piano di spesa deve essere avviato dopo la presentazione formale della domanda e anche le relative spese devono essere sostenute successivamente. Non è quindi sufficiente aver iniziato la precompilazione dal 20 ottobre: prima di attivare o acquistare le soluzioni è necessario aver effettivamente presentato la domanda. Il Voucher consente sia l’acquisto diretto sia la sottoscrizione di abbonamenti, oppure una combinazione delle due modalità. Negli acquisti diretti le spese e i pagamenti devono essere completati entro 12 mesi dalla comunicazione della concessione. Nel caso degli abbonamenti, la durata deve essere di almeno 24 mesi; se il contratto dura più a lungo, ai fini dell’agevolazione sono considerati i canoni relativi ai primi 24 mesi. L’abbonamento deve essere sottoscritto dopo la domanda e comunque entro 30 giorni dalla comunicazione della concessione.
Quando presentare la domanda e come viene erogato il contributo
La procedura si svolgerà in due momenti. Dalle ore 12:00 del 20 ottobre 2026 sarà possibile iniziare la compilazione della domanda. L’invio formale partirà invece alle ore 12:00 del 10 novembre 2026 e terminerà alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027, salvo esaurimento anticipato delle risorse. La distinzione tra le due date è importante perché consente di arrivare al 10 novembre con la pratica già preparata. Per accedere alla procedura sarà possibile utilizzare SPID, Carta d’Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi. Il richiedente dovrà inoltre disporre di una PEC attiva e il modulo generato dalla piattaforma dovrà essere sottoscritto con firma digitale. Al termine della fase di precompilazione viene rilasciato un codice necessario per procedere con la presentazione formale della domanda. Nella richiesta dovranno essere indicati, tra gli altri elementi, il soggetto beneficiario, l’unità locale interessata dal progetto, la situazione tecnologica iniziale, il miglioramento previsto, i servizi e prodotti scelti, i relativi fornitori, le modalità di acquisizione, la durata del piano, le spese ammissibili e il contributo richiesto. Dovranno inoltre essere caricate le offerte commerciali predisposte secondo le indicazioni del Ministero. Le domande sono istruite rispettando l’ordine cronologico di presentazione. In caso di esaurimento dei fondi il Ministero può chiudere anticipatamente lo sportello; le domande eventualmente presentate senza copertura finanziaria nelle more della chiusura vengono sospese in attesa di verificare la disponibilità di eventuali ulteriori risorse. È importante ricordare anche che il Voucher non è uno sconto immediato applicato dal fornitore. Il contributo viene erogato successivamente, a seguito delle spese sostenute e della relativa richiesta del beneficiario. L’erogazione può avvenire in due quote oppure in un’unica soluzione una volta completato il piano e non può essere richiesta prima che siano trascorsi tre mesi dalla comunicazione del provvedimento di concessione. Nel caso delle due quote, la prima può essere richiesta dopo aver sostenuto almeno il 50% del piano ammesso.
Come capire se il Voucher è adatto alla tua attività
Il Voucher Cloud e Cybersecurity 2026 può rappresentare un’opportunità concreta per PMI e lavoratori autonomi che stanno valutando investimenti nel cloud, nella sicurezza dei dati, nei software gestionali o nella digitalizzazione dei propri processi. Il contributo può ridurre in maniera significativa il costo dell’investimento, ma per capire se un progetto è realmente agevolabile è necessario mettere insieme diversi elementi. Bisogna verificare i requisiti del richiedente, analizzare le tecnologie già utilizzate, capire se la nuova soluzione rappresenta un miglioramento effettivo, individuare le spese ammissibili e controllare che il fornitore scelto sia correttamente accreditato. Con la precompilazione prevista dal 20 ottobre e l’apertura dello sportello dal 10 novembre 2026, è quindi utile utilizzare le settimane precedenti per verificare la propria situazione e definire il progetto, evitando però di avviare il piano o sostenere le relative spese prima della presentazione della domanda. Vuoi capire se la tua impresa o attività professionale può accedere al Voucher Cloud e Cybersecurity 2026? Compila il nostro questionario: attraverso poche domande potrai effettuare una prima verifica dei requisiti e capire se il progetto che hai in mente presenta le caratteristiche per rientrare tra gli investimenti agevolabili.



